1° MAGGIO: FESTA DEI LAVORATORI

    1° MAGGIO: FESTA DEI LAVORATORI

    “Il mondo del lavoro è una priorità umana”
    (Papa Francesco)

    Da 130 anni si festeggia il 1° maggio in molti paesi del mondo la festa dei lavoratori in ricordo di tutte le lotte per la difesa dei diritti e delle condizioni migliori.

    La data fu stabilita a Parigi il 20 luglio del 1889 prendendo però spunto da un episodio avvenuto tre anni prima a Chicago (1maggio 1886), quando era stato indetto dagli operai uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti. Gli operai rivendicavano migliori condizioni di lavoro, a partire dalla riduzione dell’orario lavorativo (nell’800 si lavorava anche 16 ore al giorno), dalla sicurezza e dalle morti sul lavoro che erano ormai all’ordine del giorno. La protesta durò tre giorni e culminò con una battaglia tra lavoratori e polizia di Chicago dove ben undici persone persero la vita.

    Il 1° maggio 1890, nonostante la risposta repressiva di molti governi, fu organizzata la prima manifestazione internazionale che registrò un’altissima adesione.

    Dall’epoca sono stati fatti molti passi in avanti in termini di sicurezza, ma non ancora abbastanza per garantire a tutti un lavoro e dare a tutti i lavori la giusta dignità.

    Il lavoro è dignità quando diventa un servizio, un atto di solidarietà e di utilità per se stessi e per gli altri. I soldi sono “lo scambio” per il risultato che ogni lavoratore è riuscito ad ottenere, ma ciò che abbiamo visto in questi mesi in diversi settori lavorativi è andato ben oltre il materiale.

    Abbiamo visto persone che nella scala dei loro valori hanno messo al primo posto il bene degli altri, il bene della società, il bene della loro azienda e nonostante le difficoltà hanno aperto il loro cuore e dimostrato vicinanza e comprensione verso coloro che chiedevano aiuto.

    Abbiamo visto persone che per dignità nei confronti del servizio che svolgevano hanno perso la vita.

    Abbiamo visto persone che si sono reinventate un lavoro per poter rendersi utili agli altri.

    Abbiamo visto persone che hanno approfittato di questo periodo per portare avanti la loro formazione ed essere più competenti.

    Abbiamo visto persone tristi nel sapere le condizioni critiche in cui versa la propria azienda.

    Abbiamo visto persone reinventarsi gli spazi e le tempistiche per portare avanti il proprio lavoro.

    Abbiamo visto persone che hanno fatto rete per essere di supporto agli altri.

    Abbiamo visto imprenditori che hanno messo in discussione i loro vecchi schemi pur di salvaguardare i propri lavoratori.

    Abbiamo visto persone che hanno dovuto prendere decisioni importanti per il bene di tutti.

    Abbiamo visto persone mettere da parte gli individualismi per trovare soluzioni comuni, perché di fronte al nemico invisibile ci siamo resi conto di essere tutti uguali e di aver bisogno dell’aiuto di tutti.

    Stiamo vedendo persone che si arrabbiano perché non possono esercitare la loro professione, ma soprattutto perché la loro inattività rischia di portare un’intera Nazione alla deriva.

    Abbiamo capito che al di là di ciò che dobbiamo fare per la nostra sussistenza, dobbiamo tirare fuori ciò che possiamo fare anche per gli altri.

    A cura di Federica Comunello


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