Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone

    Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone

    Basilica Palladiana, Vicenza

    fino al 7 maggio 2023

    In Piazza dei Signori a Vicenza, accanto all’imponente Torre Bissara, una scalinata conduce all’interno della magnifica Basilica Palladiana.

    Ad accogliere i visitatori un grande atrio buio, quasi a segnare il passaggio dal mondo contemporaneo….a quello antico che, pochi passi più avanti, spalancherà le sue porte.

    Inizia qui il percorso alla scoperta dei creatori dell’Egitto eterno.

    Circa 200 reperti, provenienti dal Museo del Louvre di Parigi e dal Museo Egizio, ci aiutano a “toccare con gli occhi” il lavoro di piccoli e grandi artigiani al servizio del faraone.

    Scavare, scolpire, lisciare, levigare, cesellare, dipingere, scrivere…ognuno contribuisce, secondo le proprie abilità e conoscenze, alla costruzione e alla decorazione delle grandi tombe della Valle dei Re e delle Regine.

    La mostra è sviluppata in due grandi sezioni: da una parte la vita terrena, dall’altra la vita oltre la morte, il cosiddetto “viaggio dei defunti nell’aldilà”. Questo secondo settore permette di ammirare sarcofagi e corredi funebri veramente affascinanti.

    La mostra termina con “il reperto che, forse più di altri, ispira una riflessione profonda sulla dicotomia vita-morte: la mummia con sarcofago di Tariri”.

    La visita dura circa un’ora, per apprezzarla appieno si consiglia di scaricare l’audioguida sul proprio smartphone (ricordate le cuffiette!). Per i più piccoli ideale la visita guidata, per meglio comprendere significati, simboli, storie e cultura di questa grande civiltà del passato.

    Buona visita! 

    a cura di Martina Carlesso


    ESPLORIAMO LA CALÀ DEL SASSO E I SUOI  4444 SCALINI

    ‘’ Si chiama Calà del Sasso, ed è una delle opere più fantastiche delle Alpi’’

    Con queste parole lo scrittore triestino Paolo Rumiz definisce un percorso che da più di cinque secoli collega l’Altopiano dei Sette Comuni con la valle del fiume Brenta.

    Un percorso unico nel suo genere, composto da 4444 scalini che ne fanno la scalinata più lunga d’Italia e una delle più lunghe del mondo.

    La più lunga scala delle Alpi, a pochi chilometri da Bassano del Grappa, collega Valstagna con la frazione Sasso di Asiago.

    Più che un semplice sentiero, un’opera assolutamente da visitare e alla portata di tutti, dal camminatore esperto ai bambini.

    La straordinaria architettura di 4444 scalini venne costruita alla fine del XIV sotto il dominio di Gian Galeazzo Visconti duca di Milano. Fu realizzata per poter condurre il legname da Asiago al fiume Brenta in modo sicuro e indipendente dai paesi di Gallio e Foza, paesi questi che altrimenti pretendevano pesanti dazi. Per agevolare ed al contempo rendere sicura la discesa fu realizzata la scalinata affiancata da una canaletta dove i tronchi potevano scivolare. Questa struttura a gradoni fu ideata per permettere un percorso più agevole e sicuro, in questo gli scalini permettevano di evitare il pericolo di scivolamenti in caso di ghiaccio e neve. Oltre al legname per la Calà del Sasso scendevano in continuazione anche mercanzie e soprattutto persone, da qui il nome Calà ovvero SCENDERE - CALARE

    La Calà del Sasso è facilmente raggiungibile dal centro di Valstagna. Seguendo la strada per Foza, dopo circa un chilometro nei pressi del secondo tornante, si trova un comodo parcheggio ed un cartello che indica il percorso.

    Da qui a piedi si imbocca la stradina sterrata che continua sul fondovalle e dopo circa un chilometro ci troviamo all’inizio della scalinata.

    A 255 S.L.M in località ‘’FONTANEA’’ troviamo una struttura in legno che accoglie gli escursionisti per un breve ristoro al coperto offrendo la possibilità di leggere sui pannelli esplicativi la storia dei luoghi, approfondire le caratteristiche architettoniche della scalinata e l’antica leggenda del 1638, secondo la quale ‘’ se due innamorati percorrono insieme la Calà mano nella mano, si ameranno per sempre’’.

    La Calà del Sasso è indicata con il numero 778 del C.A.I.

    Lungo il percorso alcune zone sono denominate in modo particolare, richiamando caratteristiche e peculiarità di quel posto. C’è la ‘’Fontanea’’ nota anche come Fonte del Benessere, sito di arrivo del legname dopo la discesa a valle e ristoro per i Boschieri. Troviamo poi la ‘’Volta di Maio’’ la curva di Maggio, dove c’è una vasca di approvvigionamento idrico realizzata durante la Prima Guerra Mondiale. Salendo si incontrano molti punti interessanti a livello paesaggistico e anche luoghi di culto dedicati a Sant'Antonio Abate. Proseguendo ci si avvicina ad un imponente pilastro di roccia simile ad un antico torrione e per questo detto il “Castellier’’ seguito dalla ‘’Spironcia’’, una profonda cavità e poi dal ‘’Camin’’ uno stretto passaggio tra le pareti di roccia. Con un ultimo tratto di salita, detto ‘’ L’arto de Evina’’ la Calà termina sul pianoro di Lobba, in località Sasso di Asiago. Alla fine si arriva in un bel prato verde appena oltre la scalinata con panchine e bacheche illustrative.

    La salita non è delle più facili, dura dalle 2.30 alle 3.00, più veloce la discesa anche se bisognerà prestare più attenzione. Le famiglie con bambini dovranno attrezzarsi con scarponcini o pedule e zaini per forniti di acqua e bevande.

    Dopo un dislivello di più di 700 metri rimarrà la soddisfazione di aver scoperto e percorso una delle opere più futuristiche delle Alpi, la scalinata della Calà del Sasso.

    A cura di Barbara D'Allura

        


    CAMMINARE TRA STORIA, MONTAGNA E CIELO: ALTA VIA DEL TABACCO, UN PERCORSO  UNICO NEL SUO GENERE.

    Non molti sanno che dal centro di Bassano del Grappa inizia uno dei sentieri più caratteristici dell’intero Arco Alpino.

    A poche centinaia di metri dallo storico Ponte degli Alpini, sulla riva destra del fiume Brenta, inizia l’Alta via del Tabacco.

    Un percorso che lasciato il fiume poco più a nord della città, si inerpica dolcemente, costeggiando per più di 30 km il lato orientale dell’Altopiano dei Sette Comuni.

    Il sentiero, una volta lasciata Bassano, sale sulle Colline di San Michele e da qui prosegue il suo tragitto nel fianco della montagna fino al paesino di Costa nel Canal del Brenta.

    L’Alta via del Tabacco riunisce in un unico percorso quelli che un tempo erano chiamati ‘’trodi’’ del tabacco, cioè quella rete di sentieri utilizzata dai coltivatori e dai contrabbandieri.

    Nei secoli scorsi e fino al dopoguerra, il tabacco rappresentava l’unica coltivazione presente nella Valle tanto che i contadini hanno cercato a fatica  di ricavare sempre più terreno dal fianco della montagna creando i caratteristici terrazzamenti sostenuti con alti muri a secco, le ‘masiere’.

    Il tabacco di cui parliamo e’ il Tabacco Nostrano del Brenta, una particolare tipologia introdotta e sviluppatasi in questo territorio grazie ai monaci dell’ Abbazia della Santa Croce di Campese.

     

     

    Ben presto il Nostrano del Brenta si diffuse oltre le mura dell'abbazia segnando in modo definitivo lo sviluppo sia in senso morfologico (con i terrazzamenti) sia in senso economico (si coltiva una monocultura) dell'intera Valle del Brenta.

    I sentieri che ora l’Alta Via del tabacco riscopre e riunisce non erano solo vie per la merce ma rappresentano soprattutto delle vie di comunicazione e di scambi sociali per la popolazione.

    L’alta Via del Tabacco viene infatti definita un museo diffuso, un vero e proprio museo all’aria aperta. Lungo il suo percorso i luoghi di interesse sono molteplici e diversificati.

    Vi sono luoghi di interesse naturalistici e paesaggistici legati alla conformazione carsica della montagna come le grotte naturali, dette covoli oppure i Calieroni vere e proprie piscine naturali in località Valstagna.

     

    Non mancano in luoghi di interesse religioso come l’Abbazia di Campese e l’Eremo di San Bovo.

    Vi sono poi luoghi dove si può toccare con mano i segni di quelle che sono state le coltivazioni del tabacco con le masiere e le vecchie alte case contadine dove le preziose foglie venivano messe ad essicare.

    Lungo il percorso si incontrano anche Musei veri e propri quali il Museo Etnografico di Valstagna e quello del tabacco di Carpanè.

     

     

     

     

     

    L’intero percorso può essere diviso in tre tratte.

    Il Primo Tratto, lungo circa 11 km parte dal Ponte Vecchio, passa per Campese e arriva a Campolongo. Il tempo stimato è di circa 4,5 ore, con un dislivello di 600 m.

    Il Secondo Tratto parte invece da Campolongo e dopo aver raggiunto Oliero si arriva a Valstagna. Il tempo previsto per percorrere i 14,6 Km è di circa 5 ore.

    Il Terzo Tratto parte dalla cittadina di Valstagna in località Spizzo di Valstagna e arriva dopo 8 Km in località Costa.

    Percorrerle per intero è un’impresa che occupa alcune giornate per cui si può scoprirle un pò per volta,  con scarpe da trekking e bastoncini, prendendosi il tempo di ammirare un paesaggio unico nel suo genere così ricco di storia e scorci naturali di rara bellezza.

    A cura di Barbara D'Allura


    A SPASSO PER I SENTIERI DI COLCERESA

    Per chi ha vissuto la sua fanciullezza immersa tra il silenzio della natura di queste colline, i profumi dei campi e la faticosa gioia della raccolta delle ciliegie non poteva non essere presente ad un evento che ha celebrato le bellezze nascoste di questo Comune, venute alla luce grazie alla tenacia, all’intraprendenza e alla creatività di un gruppo di volontari del posto. Mi riferisco al comune di Colceresa (Comune istituito il 20 febbraio 2020 dalla fusione del comune di Molvena e di Mason Vicentino) che in data 23 febbraio 2020 ha inaugurato i nuovi sentieri e i quattro percorsi fissi che li collegano. Questi sono di varie lunghezze e difficoltà, in grado di soddisfare le varie preparazioni dei camminatori.

    BACI PERUGINA

    Il 6 luglio è la giornata mondiale del Bacio vogliamo regalarvi una ricetta fatta in casa di questi cioccolatini conosciuti in tutto il mondo.

    Ingredienti (per circa 60 cioccolatini):

    250 gr nocciole tritate grossolanamente 

    400 gr Nutella 

    Nocciole intere

    300 gr Cioccolato fondente

    Amalgamare le nocciole tritate con la Nutella e formare delle palline della grandezza dei tipici cioccolatini. Appoggiarci sopra una nocciola intera e schiacciare leggermente. Riporre in freezer per almeno mezz’ora e nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Passare le palline nel cioccolato ricoprendole del tutto, appoggiarle in un vassoio ricoperto di carta forno e metterle in frigo in modo che il cioccolato solidifichi. Una volta solidificato è possibile incartare i cioccolatini con dei quadratini di carta stagnola.

    E se proprio volete essere romantici… non dimenticatevi di inserire il bigliettino!.


    Via Campo Marzio,32
    36061 Bassano del Grappa (VI)

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    Assessorato alla Cultura

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