COVID-19: La giusta distanza

    Coronavirus, ma qual è la giusta distanza di sicurezza? Le indicazioni in questi ultimi giorni sono variate da 1,82 metri a uno, con frequenti cambi di rotta.Ecco cosa dice la scienza e che cosa possiamo fare per contrastare il contagio. Un metro e 80 centimetri (o per essere precisi 1,82). Anzi no un metro. Però meglio un metro e mezzo. Nella nostra battaglia quotidiana contro il coronavirus la giusta distanza di sicurezza è diventata un rebus con indicazioni un po’ schizofreniche che hanno confuso un po’ le idee. La distanza sicuraQuesta misura di sicurezza è legata al termine «droplet», cioé le gocciolone di saliva che vengono disperse nell’aria da chi starnutisce, tossisce e, in misura minore, da chi parla. Dal punto di vista scientifico la giusta misura di sicurezza da rispettare per evitare con certezza il contagio da Covid-19 è di 1,82 metri: in questo modo si sarà certi che nessuna di queste goccioline (piuttosto grosse, cadono per gravità) raggiungerà altre persone. Il calcolo è stato fatto in base a studi non specifici sul coronavirus, ma su altri virus che si trasmettono via «droplet» e ritenuti validi dalla comunità scientifica anche per questa nuova emergenza. Gli esperti hanno comunque più volte ribadito che la distanza corretta da mantenere sarebbe almeno un metro e mezzo .La fattibilità L’aspetto scientifico è un conto, quello realistico un altro. La distanza di 1,82 metri, che rappresenta la sicurezza quasi matematica di evitare di essere contagiati è di difficile applicazione. «I due metri sono la certezza, la scelta del metro è una misura ragionevole in termini di fattibilità, altrimenti molti uffici e luoghi pubblici dovrebbero essere chiusi» chiarisce il virologo Fabrizio Pregliasco che rassicura: «Ad ogni modo il discorso è probabilistico: la possibilità di essere raggiunti dalle goccioline si riduce man mano che ci si allontana dalla bocca del soggetto contagiato. Anche a un metro, seppur non ci sia certezza assoluta, diminuiscono le probabilità di essere contagiati. Un esempio per chiarire: a mezzo metro magari ci sono 10 goccioline, a un metro 5, a due metri appena 1. Naturalmente molto è legato anche alle condizioni ambientali, alla presenza di ventilazione, alla potenza di uno starnuto o di un colpo di tosse non protetti».Il buon senso Parlando si emettono «droplet» in quantità inferiore e più piccole e, in questo contesto il metro di distanza è ragionevole. In alcuni luoghi particolarmente affollati o dove ci sono persone che non si conoscono e quindi non si sa se potrebbero aver contratto il virus, sarebbe comunque meglio mantenere quell’iniziale metro e 82 centimetri di distanza. Che sia chiaro: non ci sono multe o sanzioni per chi si avvicina troppo. Sono indicazioni caldamente suggerite, sta poi al buon senso dei singoli adeguarsi per proteggere se stessi e gli altri.  Parole e Immagini - Tutti gli articoli


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