TEMPI E SPAZI SPECIALI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
- Beatrice Stocco
- Categoria: Una lettera da
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TEMPI E SPAZI SPECIALI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: l’importanza della routine per le famiglie con disabilità
Sono passate settimane ormai da quando abbiamo avuto la triste notizia dell’imperversare di un male invisibile nelle nostre vite, che ci ha costretto ad interrompere in modo piuttosto brusco il proseguire dei nostri giorni: scuole chiuse, urgente necessità di organizzare la famiglia ed i figli per permettere loro di essere accuditi e assistiti; interruzione delle altre attività extrascolastiche, progressiva chiusura di molte realtà lavorative e tutto ciò che segue lo conosciamo fin troppo bene. Quello che è stato vissuto a livello collettivo e sociale, da parte di ognuno di noi, può essere definito, senza alcun azzardo, un vero e proprio trauma che non richiede di spendere ulteriori parole per essere descritto, perché ancora ben chiaro nelle nostre menti.
La situazione di precarietà e imprevedibilità che abbiamo attraversato e con la quale ci troviamo quotidianamente a confronto rappresenta un elemento di importante stress e vulnerabilità per qualsiasi individuo e famiglia. In particolare, è importante sottolineare come da questa esposizione non siano esonerati i più piccoli: la brusca interruzione della propria consueta quotidianità ha rappresentato per ogni bambino un fattore di importante carica ansiogena; a cui ha fatto inevitabilmente eco la percezione del vissuto di preoccupazione da parte dei genitori respirato in famiglia.

Tutto ciò risulta inevitabilmente amplificato quando in famiglia sia presente un bambino affetto da disabilità di diverso tipo e genere. Per questo motivo è stato pensato di dedicare un sintetico articolo a tutte quelle famiglie che stanno attraversando questo periodo di intensa incertezza con i propri bambini affetti da disabilità. In particolare, tratteremo dell’importanza della routine nella vita delle famiglie e dei bambini in questa condizione di quarantena.
La routine rappresenta di per sé una preziosissima risorsa con cui potenziare l’efficacia del prendersi cura dei propri bambini, dal punto di vista educativo, come dal punto di vista assistenziale, nel caso in cui sia presente una qualche forma di disabilità. Veniamo quindi ad analizzare come sia possibile usufruire di questa risorsa in questo particolarissimo momento storico, nel tentativo di fornire degli strumenti che possano risultare accessibili ma altrettanto efficaci.

- I TEMPI ed i RITMI l’agenda visiva
L’impatto di maggiore evidenza dettato dalla condizione di quarantena è stato rappresentato dall’interruzione della frequenza scolastica, che occupa buona parte delle ore settimanali dei più piccoli. Per questo motivo si è reso necessario compensare questo tempo con attività e proposte da svolgere in casa. Il contenuto delle stesse è variabile ed altamente soggettivo; ma ciò che risulta fondamentale è la strutturazione di un ritmo che possa essere innanzitutto accessibile e gestibile da parte del bambino e soprattutto da parte dei caregivers. Non deve mancare la flessibilità, per poterci garantire la possibilità di far fronte ad eventuali imprevisti; ma è fondamentale considerare come la ripetitività e la ritualità siano stimoli rassicuranti per il bambino ed altamente facilitanti per chi se ne occupa, restituendo ad entrambe le parti un senso di prevedibilità e controllo sul susseguirsi degli eventi. In tal senso può risultare molto utile fare riferimento ad una agenda visiva, uno strumento altamente versatile che può essere realizzato nel più svariato dei modi. Si tratta di una rappresentazione grafica degli eventi che si svolgeranno in sequenza nella giornata. Sarà sufficiente un foglio in cui rappresentare in modo schematico e sintetico i principali eventi che si svolgeranno nella giornata. Per esempio: il risveglio e la colazione, che ingloberanno anche il cambio di abito. (Non rinunciate a questa abitudine: passare l’intera giornata in pigiama può rappresentare un messaggio confusivo per il piccolo e di scarso stimolo per noi adulti!). A seguito di questo sarà possibile indicare le attività che si intendono svolgere durante la mattinata. Rimane preferibile dedicare la mattinata ad attività di ordine didattico ed affini, per mantenere quanto più possibile un contatto con la routine bruscamente interrotta. Ancora, farà seguito l’appuntamento del pranzo, e quindi gli eventi previsti per il pomeriggio.
l’agenda visiva può essere formulata giorno dopo giorno, con elementi di maggiore specificità, per garantire l’acquisizione del significato della stessa da parte del bambino, e promuoverne l’efficacia qualora sia uno strumento non conosciuto, e soprattutto per garantire una scansione più chiara degli eventi, salvaguardando un importante senso di prevedibilità, controllo e rassicurazione e prevenendo in parte manifestazioni di tipo comportamentale.
La modalità di stesura della nostra agenda visiva ed i contenuti riportati variano al variare delle caratteristiche del nostro bambino, in primis l’età ed il livello di risorse cognitive di cui il bambino dispone. In tal senso è possibile raffigurare gli eventi in modo maggiormente dettagliato o simbolizzato, come anche scriverli in caratteri a cui il bambino abbia accesso, o ancora fare riferimento al codice comunicativo di cui il bambino dispone (immagini, foto, vignette…). La stessa può essere stesa in collaborazione con il bambino o ad esso proposta una volta compilata dai genitori, secondo le modalità ritenute ottimali dalla famiglia.
Il principio trasversale rimane quello del duo: accessibilità e gestibilità. L’agenda visiva deve rappresentare uno strumento utile per la vita conviviale, e non un elemento di ingombro che richieda eccessivo impegno.
- I NUOVI SPAZI DELLA CASA creiamo un setting!
La condizione di quarantena ci impone lo stare. Il sostare. L’attendere. Ci impone quindi la staticità e ci obbliga a rimanere dove siamo, impedendoci di usufruire di spazi esterni e variare ambienti. Il motivo per il quale siamo portati all’esplorazione di altri contesti è primariamente la ricerca di stimoli e proposte differenti da quelle di cui disponiamo nel luogo in cui ci troviamo. Ma tutelare la nostra ed altrui salute, in questo momento, richiede di rimanere in casa. Sarà quindi nostro obiettivo poter variare quanto più possibile le proposte e gli stimoli che la nostra casa può offrirci. Ma come poterlo fare? Il principio fondamentale da seguire è quello della differenziazione degli ambienti, con l’obiettivo di creare un setting, termine tecnico con il quale ci si riferisce ad un particolare ambiente, reso peculiare proprio dalle caratteristiche periferiche ed accessorie che lo contraddistinguono: le sue regole, gli oggetti presenti, la disposizione degli stessi, l’organizzazione dello spazio e simili.
Al pari dell’agenda visiva, una certa differenziazione e regolarità nell’uso dei diversi spazi a disposizione nella propria casa rappresenta un elemento di importante rassicurazione e prevedibilità. Per esempio: decidere di svolgere le attività didattiche nella propria cameretta, con tutti gli strumenti necessari a portata di mano, in una scrivania dedicata e precedentemente organizzata potrà facilitare nell’esecuzione delle stesse e rendere maggiormente efficacie il proprio operare, in quanto non distratti da stimoli diversi (tv, cibo, altri oggetti…) e maggiormente efficienti, facilitati nell’individuazione del focus e dell’obiettivo del proprio agire in quel momento. Sarà ancora più piacevole, poi, godersi il meritato riposo in salotto, per rimanere comodamente sul divano a guardare la televisione, oppure per andare a giocare e muoversi liberamente in giardino, per chi ne disponga.
Una buona norma, utile trasversalmente, è rappresentata dal controllo da parte dell’adulto degli oggetti a disposizione del bambino e dell’organizzazione degli stessi nello spazio. Rendere gli oggetti ed i giochi solo in parte accessibili al bambino ci permetterà di anticiparlo e di poter avere un maggiore controllo sull’attività, restituendo al piccolo un senso di maggiore controllo ed agio, promuovendo una organizzazione più efficacie del gioco. Ciò lo renderà fiero di sé!
Una piccola strategie per attuare ciò è data dall’uso di scatole e contenitori che permettano di vedere solo in parte il contenuto, il quale sarà organizzato secondo un criterio definito: la scatola delle macchine, quella dei palloni, degli animali ecc. e dalla disposizione delle stesse in scaffali rialzati, come in armadi chiusi a chiave, qualora sia necessaria la supervisione.

Infine, risulta fondamentale sottolineare come indipendentemente dalle modalità di gestione del proprio tempo e del proprio spazio, i principi di gestibilità e accessibilità siano sempre prioritari. Strutturare una routine deve rappresentare un modo per rendere la vita più agevole e serena in famiglia, e non un ulteriore elemento di stress, ansia o impegno eccessivo. La routine deve rappresentare un agio in più e non un sacrificio.
Mi auguro che le piccole strategie proposte possano essere utili per voi ed i vostri bambini in un momento delicato come quello che ci troviamo ad affrontare, il quale può portarci a sentire in modo amplificato il peso del carico assistenziale e talvolta portare ad interrogarci rispetto alla propria adeguatezza genitoriale. A tal merito esprimo il mio personalissimo pensiero: non ci sono azioni e gesti giusti o sbagliati, ma semplicemente più meno utili.
Oggi più che mai l’unione fa la forza; per questo motivo metto a disposizione il mio servizio in via telematica, nel rispetto delle norme vigenti.
Rimaniamo vicini, come possiamo! Restiamo in contatto!











Assessorato alla Cultura
