IL CERVELLO SI MODIFICA?

    IL CERVELLO SI MODIFICA?

    Vi siete mai chiesti se il cervello con il quale nasciamo è “lo stesso” di quello che ora è all’interno della nostra scatola cranica? Oppure negli anni si modifica? 

    Se pensate a come siete diversi da quando eravate bambini, sia in termini di competenze e capacità (saper parlare, camminare/correre, leggere/scrivere…) sia di emozioni (come reagivate e reagite ora a delle ingiustizie, alle paure, agli eventi positivi…) già capite che il vostro cervello si è modificato molto da quando siete nati.

    Alcuni cambiamenti cerebrali sono conseguenza della “morte” di alcuni neuroni, altri invece vengono rigenerati, infine le connessioni fra neuroni possono modificarsi. Con il termine plasticità cerebrale si intendono infatti le modificazioni della corteccia cerebrale conseguenti all’apprendimento o, in generale, all’esposizione ambientale.

    Perchè questo meccanismo è importante? Innanzitutto ci fa comprendere che, quando cresciamo e impariamo, qualcosa all’interno di noi si modifica: non solo le nostre abilità e comportamenti cambiano, ma queste modificazioni sono conseguenze di cambiamenti a livello biologico-cerebrale. Interessante no?

    In realtà molti studiosi si sono occupati di indagare se gli effetti positivi della plasticità cerebrale possano intervenire anche a seguito di traumi. Pensate agli ictus, alle emorragie e ai tumori cerebrali, ai traumi cranici e a tutti i disturbi neurologici che vi vengono in mente. Spesso, per esempio, a seguito di ictus emergono difficoltà di linguaggio, come incapacità ad esprimersi adeguatamente (chiamata genericamente afasia). La persona che ha subito questo accidente cerebrale potrà tornare ad esprimersi per mezzo della parola?

    Se si sfruttano i meccanismi di plasticità cerebrale e il paziente segue percorsi di riabilitazione neuropsicologica specifici, ciò potrebbe accadere. Sono molte le variabili in gioco, tra cui la gravità della lesione conseguente all’ictus, l’età del soggetto, la possibilità di frequentare sedute di riabilitazione, etc. Tuttavia il recupero delle lesioni dell’emisfero sinistro (alcune aree del quale sono associate alle capacità di linguaggio) è possibile perchè il cervello può riorganizzarsi: in alcuni casi l’emisfero controlaterale, ovvero il destro, si attiva per compiti linguistici, in altri casi rispondono le aree perilesionali (quelle in vicinanza alla zona della lesione), altre volte ancora vengono reclutate aree cerebrali tipicamente “impegnate” da altri stimoli di natura non-verbale. E perchè ciò avviene? Perchè il linguaggio è una delle funzioni cognitive essenziali per l’uomo: ci permette di comunicare con gli altri, di poter mantenere dei rapporti umani, di esprimere i nostri pensieri e bisogni.

    Sembra tutto complicato, ma se vogliamo sintetizzare i concetti principali possiamo dire che il nostro cervello è una splendida macchina, che può modificare non solo il colore della vernice esterna (ovvero ciò che mostriamo, ciò che è evidente agli occhi degli altri), ma anche le proprie caratteristiche interne (motore e altre parti funzionali) in caso di bisogno.

     Se volete saperne di più, contattateci.

    a cura di Roberta Zonta


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