COME SUONA LA NATURA CHE STA SCOMPARENDO

    COME SUONA LA NATURA CHE STA SCOMPARENDO

    Da un’idea di David Monacchi, ricercatore, compositore, sound artist marchigiano e docente di musica elettroacustica al Conservatorio G. Rossini di Pesaro, nel 2001 è nato un progetto dal titolo Fragments of Extinction, con l’obiettivo di registrare sul campo ambienti sonori naturali in via d'estinzione.

    Assieme al suo staff ha dato origine ad una raccolta che è considerata una memoria della biodiversità di inestimabile valore per l’umanità; si considera che molti di questi suoni andranno persi entro la fine di questo secolo, in quanto minacciati dalla deforestazione, dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Secondo i dati dell’International Union Conservation of Nature ogni ora scompaiono in media quattro specie animali.

    Qual è la sua missione? Indagare la complessità sonora del patrimonio acustico degli ecosistemi equatoriali, esplorarne suoni e rumori dando vita ad un grande archivio delle registrazioni in alta definizione del patrimonio bio acustico delle ultime aree incontaminate della Terra.

    La prima registrazione di paesaggi sonori risale al lontano 2002 nella foresta amazzonica. Negli anni le registrazioni sono aumentate e le spedizioni lo hanno portato in l’Africa nel 2008, nel Borneo tra il 2010 e il 2012 e in Ecuador nel 2014.

    Il progetto unisce tre ambiti: uno tecnologico, che studia e sperimenta la registrazione 3D con microfoni estremamente sensibili; uno scientifico, che considera l’analisi ecologica ed eco-acustica dei dati raccolti; e uno artistico, riguardante, la creazione di luoghi ottimali per l’ascolto immersivo nei musei.

    Le registrazioni vengono effettuate con più di 38 microfoni ad alta definizioni, posizionati in punti strategici dell’habitat naturale per cogliere ogni minimo suono o rumore delle numerose specie animali e vegetali che vivono indisturbate in questi angoli di mondo ancora preservarti e con elevata biodiversità.

    Vengono così raccolte in uno spazio ideale chiamato Teatro eco-acustico, progettato per consentire a tutti noi di vivere l’esperienza, di immergersi nell’ascolto più profondo di suoni della natura, mai ascoltati prima. Il tutto è stato presentato lo scorso giugno, in occasione dell’ ECSITE, ovvero la conferenza annuale del network europeo dei musei della scienza. Un “teatro mobile” in quanto questo patrimonio sonoro, viene portato nei vari musei, con l’obiettivo di espandere la conoscenza, ma anche di far riflettere sulle conseguenze dell’agire umano.  

    David Monacchi  desidera dar voce a questa diversità inascoltata, che ci appare così lontana, ma che inizia a risentire delle ripercussioni dell’attività umana. Intende farci riflettere sulla loro fragilità e sull’importanza della cura e attenzione che dobbiamo mettere per preservarne la ricchezza, per il bene di tutti.

    La sua passione lo ha spinto ad affrontare luoghi difficili da raggiungere, difficili da gestire per loro caratteristiche come ad esempio il clima o per la presenza di specie animali spesso pericolose. Ripagato tuttavia dal fascino sorprendente dei luoghi e dei loro suoni.

    Le tracce sonore sono in 3D, ascoltatele da smartphone o tablet, mettete le cuffie, chiudete gli occhi e abbandonatevi all’ascolto … sarete proiettati nel bel mezzo della natura e per un momento vi sentirete parte di essa.

    link: https://www.fragmentsofextinction.org/listen-to-ecosystems/

    A cura di Mara Campagnaro


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