SIMBOLI PASQUALI

    SIMBOLI PASQUALI

    Fra qualche giorno sarà Pasqua, la principale solennità cristiana, la celebrazione che rievoca la Risurrezione di Cristo. Per noi cristiani costituisce uno dei riti più intimi e una delle cerimonie più sacre che celebrano il passaggio dalla morte alla vita, da un momento di buio ad uno di luce. Così come per il Natale, anche la Pasqua viene festeggiata ricorrendo ad alcuni simboli conosciuti ormai in tutto il mondo.
    Vediamone alcuni e cerchiamo le loro origini.

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    Il simbolo più diffuso è l’uovo di Pasqua al cioccolato da regalare.

    Ma quale significato nasconde questo gesto?
    La sua origine proviene da tempi antichissimi quando ancora i contadini dell’antica Roma erano soliti seppellire nei campi un uovo come simbolo legato alla nascita, sinonimo di vita, di energia e di salute.
    Si trattava pertanto di un auspicio alla fecondità del terreno e quindi del raccolto. La tradizione di regalare uova di gallina in primavera era una consuetudine che si era sviluppata anche in Egitto, in Grecia e in Cina.
    Nel Medioevo poi le uova venivano dipinte con scritte o disegni, oppure venivano costruite in ceramica e abbellite con metalli preziosi come l’argento. La tradizione dell’uovo ricoperto interamente di cioccolato sembra invece risalire a Luigi XIV, detto Re Sole tra il XVII e il XVIII secolo, il quale sembra abbia chiesto ai suoi cuochi di rivestire le uova di gallina con del cioccolato.
    Da qui potrebbe essere partita poi la fantasia delle uova di cioccolato.

    Il coniglietto

    Un altro simbolo della Pasqua è il coniglietto che porta le uova pasquali e che ha permesso ai bambini di dare vita ad una vera e propria caccia al tesoro, anzi, ad una vera e propria “caccia alle uova”.
    Questo magico coniglietto costruisce un nido ben nascosto in giardino e deposita delle uova che dovranno essere scovate dai bambini la mattina di Pasqua.
    Che legame c’è tra il coniglio e la Resurrezione di Gesù? Sembra che le origini di questo legame siano da ricercare nei popoli del Nord ancora prima dell’avvento del Cristianesimo Queste popolazioni avevano associato a questo animale, che si riproduceva con facilità e che era il primo a vedersi sui prati in primavera, il significato del ritorno alla vita dopo il freddo invernale.
    Questa caccia alle uova è una tradizione che troviamo anche in Germania, in Danimarca, in Inghilterra e in America.
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    La gallina, il pulcino, l'agnello e la colomba

    Anche la gallina e il pulcino sono simboli pasquali e hanno origine millenaria, quando ancora le persone trovavano assolutamente sorprendente vedere un pulcino, quindi una vita nuova, uscire da un semplice uovo.
    Vi sono poi altri simboli tradizioni, come l’agnello, la colomba, il cero e l’ulivo.
    L’agnello, animale mite e innocente, si ricollega alla liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana ed è diventato il simbolo di Gesù, l’agnello di Dio che con il suo sacrificio ha liberato gli uomini dalla schiavitù.

    La colomba ricorda invece l’episodio del Diluvio Universale descritto nella Genesi, ovvero quando il volatile andò incontro a Noè tenendo nel becco un ramoscello d’ulivo, un messaggio di pace che segnava la fine del castigo divino e la rinascita della vita sulla terra che ritornava a fiorire.

    Il cero pasquale simboleggia la Resurrezione, la luce che rischiara le tenebre e i cuori degli uomini. Viene acceso fuori dalla Chiesa durante la veglia pasquale, davanti alla gente radunata attorno al braciere che arde.

    L’ulivo ricorda invece l’ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme quando la folla lo accolse festosamente.

    il Lunedì dell'Angelo

    Gettiamo ora uno sguardo al tradizionale Lunedì dell’Angelo, meglio conosciuto come giorno di Pasquetta.
    Questo giorno viene chiamato così perché ricorda l’incontro dell’Angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù.
    E’ una tradizione che non rientra nel calendario liturgico della Chiesa Cattolica, ma è stata introdotta dallo Stato italiano nel secondo dopoguerra.
    E’ un giorno che solitamente si trascorre all’aperto con parenti ed amici facendo passeggiate o scampagnate e questa abitudine potrebbe essere fatta risalire all’apparizione di Gesù risorto ai due discepoli che da Gerusalemme si stavano dirigendo ad Emmaus.
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