BEVANDE PER L’ESTATE!

    Tutti sanno che il nostro corpo è composto per la maggior parte di acqua. La percentuale varia in base all’età, al sesso, al peso e si aggira circa sul 60%-65%. Ora che si va incontro all’estate e che (speriamo) si fa più movimento e più attività fisica, è normale una maggiore perdita di liquidi tramite la sudorazione. Questi liquidi persi, vanno ripristinati, ma non aspettare lo stimolo della sete per bere. Cerca piuttosto di farlo costantemente perché se dovessimo bere solo in base alla sete che sentiamo, probabilmente il nostro fisico non sarebbe abbastanza idratato. La sete non è una semplice sensazione, ma uno stimolo fisiologico importantissimo che ha lo scopo di mantenere in equilibrio la quantità di acqua presente nell'organismo e arriva quando l’organismo è già in deficit d’acqua da un po’ di tempo. I soggetti che devono fare maggiore attenzione al rischio disidratazione sono i bambini e gli anziani. I bambini hanno una temperatura basale più elevata dell’adulto e quindi le perdite di acqua corporea durante l’estate con il caldo sono anche più veloci. Con il passare degli anni, invece, invecchia anche il meccanismo che modula lo stimolo della sete e alcuni anziani praticamente non lo percepiscono più.

    Per questo diventa importante cercare costantemente di introdurre liquidi perché il fisico ne ha bisogno. Ri-educarci a bere è fondamentale per la salute e così come mangiamo ad intervalli precisi, sarebbe bene stabilire degli intervalli anche per i liquidi. In linea generale il consiglio è quello di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, da 6 a 8 bicchieri.

    Se fai fatica a bere acqua, prova ad aromatizzarla. Le acque aromatizzate sono un toccasana durante il periodo caldo e sono bellissime da vedere, fanno arredamento in cucina. Basta avere un po’ di fantasia:

    1. Metti in una caraffa un limone tagliato a fettine, qualche foglia di menta, riempi di acqua, copri e lascia in infusione un paio di ore prima di bere. Quando l’acqua sarà esaurita, riempi nuovamente la caraffa, anche fino a tre-quattro volte al giorno.

    Altre aromatizzazioni possono essere fatte con:

    • Cetriolo tagliato a fette, succo di limone e qualche foglia di basilico
    • Lamponi, foglie di menta e rondelle di limone
    • Arancia e limone in spicchi
    • Mirtilli freschi, un rametto di rosmarino e qualche lampone
    • Fiori di sambuco e spicchi di limone
    • More e pompelmo rosa a spicchi
    • Kiwi e zenzero
    • Pomodorini e foglie di basilico
    1. Prepara degli infusi dissetanti a base di menta, liquirizia, rooibos

    Per idratare va bene qualsiasi altra bevanda a patto che non apporti alcuna caloria, sia priva di zuccheri o di edulcoranti. Quindi vanno decisamente evitate bibite gassate, thè in bottiglia o in lattina, acque aromatizzate industriali, succhi di frutta anche se diluiti, bevande energizzanti e bevande per lo sport a meno che tu non sia un grande sportivo.

    Buona estate!

    A cura di Laura Faggian


     
    SCIROPPO DI SAMBUCO

    E’ proprio in questi giorni che il sambuco fiorisce, si copre di ombrelli di fiorellini bianchi piccolissimi e profumati. Quest’anno sono fioriti senza che l’inquinamento dell’aria ne rovinasse l’aroma. Il consiglio è comunque quello di raccoglierli lontano dalle vie trafficate. Ora che ci è permesso allontanarci di più da casa, scegli di prenderli lungo Brenta o in qualche sentiero di collina.

    Sono ottimi da lasciare in infusione in acqua, per farne una bibita aromatizzata arricchita anche dalla buccia di limone e da qualche pezzetto di zenzero o da foglioline di menta fresca.

    Per goderne anche a fioritura terminata io ne faccio uno sciroppo (in parte anche congelato) da sfruttare in estate come bibita dissetante. Ricorda che essendo uno sciroppo contiene un’alta percentuale di zucchero, non va quindi a sostituire una buona idratazione di sola acqua e non va bevuto a pasti, ma consumato con attenzione. Va ben diluito in acqua fresca, con aggiunta di ghiaccio e servito con qualche fogliolina di menta appena raccolta. I più grandi possono provare a gustarlo anche come aperitivo, diluito con acqua frizzante e vino bianco.

    Ecco la ricetta:

    Ingredienti per 1 litro abbondante di sciroppo:

    • 10 ombrelli di fiori di sambuco (ombrelli di media dimensione bene aperti ma non passati e raccolti preferibilmente al mattino)
    • 4 limoni non trattati
    • 1/2 bicchiere di aceto di mele o di vino bianco (di buona qualità)
    • 1 litro di acqua
    • zucchero

    Lavate i fiori sotto acqua corrente. Tagliate quindi i gambi degli ombrelli facendo cadere le infiorescenze in un recipiente adeguato. Sbucciate la parte gialla della buccia dei limoni (facendo attenzione a non tagliare anche la parte bianca che è amara), tagliatela grossolanamente e mettetela nella ciotola dei fiori. Spremete il succo dei limoni e unitelo al composto. Aggiungete il litro di acqua ed infine l’aceto. Mescolate e mescolate bene il tutto. Lasciate coperto per 36 ore rimescolando di tanto in tanto (si può arrivare fino a 48 ore senza problemi).

    Dopo i 3 giorni di infusione, mescolate bene quindi filtrate tutto in un recipiente adeguato misurando il volume del liquido.

    Versate, per ogni litro di liquido, 1 kg di zucchero, mescolate accuratamente a più riprese fino a scioglierlo, quindi imbottigliate.

    Conservate in frigorifero la quantità che userete nel giro di 15 gg. Il resto conservatelo in freezer in contenitori di vetro. Al momento del bisogno fatelo scongelare in frigo.

    Servite diluito con acqua e aggiunta di foglioline di menta fresca.

    A cura di Laura Faggian


    YOGURT FAI DA TE

    Hai mai pensato di fare lo yogurt in casa? E’ molto semplice e lo puoi fare senza grandi attrezzature. Se hai una yogurtiera allora vuol dire che hai già confidenza nel farlo, ma puoi fare anche senza. Ti spiego come.

    Perchè fare lo yogurt in casa?

    • Perché dà una soddisfazione immensa cimentarsi nel fai da te culinario con i fermentati…parti dal latte e ottieni un prodotto leggermente acido, consistente e cremoso, solo grazie a fermenti che si moltiplicano;
    • Perché gli alimenti fermentati arricchiscono la flora batterica intestinale e di conseguenza vanno a modulare il sistema immunitario;
    • Perché lo yogurt fatto in casa si consuma fresco nel giro di pochi giorni da quando lo produci. L’industria alimentare in genere dà allo yogurt una scadenza di 45 giorni circa dalla data di produzione, periodo durante il quale i fermenti lattici mano a mano muoiono. In quello fatto in casa ci sarà un alto tenore in fermenti lattici vivi: in più se lo starter di partenza è uno yogurt probiotico ci trovi anche i fermenti probiotici ben sviluppati;
    • Perché, se l’hai terminato puoi produrlo anche di domenica quando i negozi alimentari sono chiusi (in questo periodo);
    • Perché scegli tu la qualità del latte con cui farlo. Puoi partire da un latte di alta qualità della zona, da un biologico di montagna, da un latte fieno, da una bevanda di soia…)
    • Perché lo fai in un bel vaso di vetro e contribuisci a rispettare l’ambiente (senza creare inquinamento buttando via i vasetti di plastica …)

    Ho provato a fare lo yogurt sia di latte vaccino che di soia con diversi esperimenti, yogurtiera compresa. Adesso però vi spiego il metodo che mi ha dato più soddisfazione sia per consistenza che per sapore. Un metodo semplice, rapido e che non richiede alcun tipo di attrezzatura se non un vaso di vetro da litro, dall’imboccatura larga.

     ngredienti:

    • 850 ml di latte pastorizzato (a scelta: vaccino, di alta montagna, di soia…)
    • 150g di yogurt al naturale di buona qualità (che faccia da starter), meglio se con fermenti probiotici

    Attrezzatura

    • un vaso di vetro da litro a bocca larga (tipo quelli della Bormioli)
    • la punta di un cucchiaino di zucchero o di malto ( per ben avviare il processo fermentativo) – MA E’ FACOLTATIVO
    • il contenuto di mezza capsula di fermenti probiotici (di quelli acquistati in farmacia/erboristeria) – FACOLTATIVO
    • una bella coperta in pile o una trapuntina ben imbottita (io sto riciclando da anni quella della carrozzina dei bimbi)

    Come procedere?

    In un pentolino metti il latte pastorizzato e scaldalo fino a quando non diventa tiepido. La temperatura ideale sarebbe il raggiungimento dei 40°C, ma in assenza del termometro si può fare benissimo mettendo il mignolino nel latte e sentendo che sia tiepido, tendente al caldo.

    Nel frattempo, passa la parte esterna del vaso di vetro (ben chiuso con il tappo), sotto l’acqua corrente calda in modo da scaldarne le pareti. Asciugalo, aprilo e versaci il latte. A questo punto aggiungi lo yogurt (portato a temperatura ambiente: fuori dal frigo 1h prima) e con un lungo cucchiaio mescola bene. (Aggiungi eventualmente il pizzico di zucchero/malto e la mezza capsula di fermenti probiotici). Avvolgi il vaso con un canovaccio, quindi con la copertina di pile o la trapunta e lascia riposare dalle 6 alle 10 ore.

    Trascorso il tempo, libera il vaso dalle coperte e apri il tappo. Lo yogurt si presenta sotto forma di unico coagulo: un massa rafferma di latte fermentato a volte circondata da del siero. Puoi scegliere di mangiarlo così o più cremoso. In questo caso con un cucchiaio mescola vigorosamente così da ottenere una massa omogenea e riponi in frigo fino al raffreddamento completo: in questo tempo lo yogurt recupera struttura dando un bel prodotto consistente.


    AL POSTO DELLA CARNE

    Cosa mangio al posto della carne?

    Come sai, io spingo sempre il piatto unico in tavola. Sia per una questione di tempo e di organizzazione ma anche perché con primo più secondo piatto rischiamo, se non ben calibrati, di ingerire più calorie del necessario.

    Piatto unico = proteine + carboidrati + verdura

    Se nella parte proteica non voglio mettere né carne né pesce cosa posso inserire?

    Hai altre proteine animali sane che ti vengono in aiuto come le uova o la ricotta, ma prova con i legumi, che possono facilmente trasformarsi in ricette salva-tempo, anche in visto del caldo in arrivo.

    Dal punto di vista nutrizionale sono un’eccellente fonte proteica e se ben abbinati ai cereali (pasta e pane, riso, orzo…), forniscono un apporto di aminoacidi, in grado di soddisfare le esigenze proteiche di un qualunque individuo.

    In Africa, Sud America, Asia sono usati per necessità e rappresentano la principale fonte proteica! Noi che viviamo in un contesto sociale più ricco, abbiamo però il dovere di fare una riflessione e di riscoprirli perché sono un alimento rispettoso sia della salute del pianeta, per il basso impatto ambientale che hanno le loro coltivazioni, sia della salute dell’uomo.

    Perché sono salutari?

    Sono ricchi in fibra e fitonutrienti, danno un ottimo apporto di sali minerali (come ferro e calcio), sono totalmente privi di grassi saturi. Queste caratteristiche nutrizionali dal punto di vista della salute si traducono in una prevenzione rispetto a sovrappeso e obesità spesso alla base di malattie cardio vascolari e cronico degenerative (diabete tipo 2, ipertensione, infarto, ictus…)

    Quali sono i legumi?

    Fagioli, piselli, ceci, lenticchie ma anche i meno conosciuti come fave, lupini, cicerchie, soia e arachidi…

    Quante volte alla settimana devo farne uso?

    Almeno due-tre volte alla settimana

    Quali devo acquistare?

    Se vuoi accorciare i tempi di ammollo e cottura, evita di acquistare quelli secchi e scegli quelli lessati e già pronti all’uso. Attento però a leggere bene e etichette. I migliori sono quelli che in lista ingredienti hanno solo acqua in aggiunta, o al limite acqua e sale. Non hanno nulla da invidiare dal punto di vista nutrizionale a quelli preparati al momento e possono agevolarti di molto la preparazione di alcuni piatti.

    Puoi usare ad esempio dei fagioli borlotti da unire a pomodorini, scaglie di Parmigiano e verdura fresca per un’ottima insalatona da servire con crostoni di pane. Puoi usare dei ceci già cotti per fare un gustoso hummus da servire con delle piadine. Puoi scegliere dei fagioli neri da mettere in minestroni da servire tiepidi anche con l’arrivo delle serate estive più calde. Delle lenticchie cotte possono diventare la base per delle ottime polpette. Puoi anche usare delle farine di legumi per fare la famosa farinata, delle chips spezza-fame o dei pancakes.

    Se però hai tempo, dedicalo a prepararli partendo dal seme secco, una volta pensato all’ammollo e alla cottura, li puoi conservare in frigorifero in pratiche porzioni familiari e utilizzare per ricette differenti nei giorni successivi!

    Non ti resta che provare.

    Io ti lascio sotto degli spunti:

    CHIPS DI PISELLI SECCHI http://www.cucinadellanima.it/2020/04/chips-di-piselli/

    INSALATA DI POMODORI E CECI http://www.cucinadellanima.it/2015/08/single-salad-pomodorini-ceci-e-rapa/

    FARINATA DI CECI http://www.cucinadellanima.it/2015/01/farinata-ceci/

    INSALATA FREDDA DI FAGIOLI http://www.cucinadellanima.it/2018/07/insalata-fredda-con-fagioli-dallocchio/

    ZUPPA FREDDA DI LEGUMI http://www.cucinadellanima.it/2018/07/zuppa-speziata-fredda-di-legumi/

    INSALATA DI LENTICCHIE http://www.cucinadellanima.it/2018/06/insalata-fredda-di-lenticchie-al-biryani-curry/


    CIBI PER LA MEMORIA E LA CONCENTRAZIONE #3

    Altro componente alleato della concentrazione e della memoria sono gli omega 3.

    E’ il nome che viene dato a dei grassi, nello specifico degli acidi grassi essenziali, che il nostro organismo da solo non è in grado di produrre e per questo è importante che siano assunti tramite l’alimentazione.

    Sono un componente importante delle membrane cellulari, anche delle cellule del cervello e aiutano a rinforzare le sinapsi legate alla memoria.

    Si trovano nei semi di chia, nei semi di canapa, nel pesce (soprattutto quello azzurro), nelle alghe, nelle noci e nei nei semi di lino. Questi ultimi semi sono così coriacei che per sfruttare gli omega-3 che contengono devono essere macinati e consumati al momento, perché luce e aria li ossidano presto.

    Il consiglio è quello di inserire ogni giorno una fonte di omega-3: utilizzare le noci a colazione o come snack, aggiungere i semi di chia o di lino alle verdure crude, mangiare pesce una o due volte alla settimana.

    Il pesce che vi suggerisco di proporre è lo sgombro fresco. E’ ricco di questi grassi buoni, è sempre pescato quindi è di qualità nutrizionale maggiore di un qualsiasi altro pesce allevato, ha un buon rapporto qualità/prezzo. Il suo gusto è un po’ intenso, magari non a tutti piace.

    Ti suggerisco una modalità di cottura che riscuoterà senz’altro successo.

    Filetti di sgombro panati

    Acquista dei filetti di sgombro fresco. Fai marinare per un paio di ore con succo di limone, aglio, olio, sale, qualche erba aromatica. Al momento della cottura crea una panatura frullando grossolanamente del pane vecchio, assieme ad un spicchio di aglio, a qualche ago di rosmarino e a delle foglioline di timo fresco.

    Al momento di cuocere, spargi la panatura abbondantemente sopra al pesce (circa 1 cm), condisci con un filo d’olio e cuoci in forno a 170°C per 30-40 minuti.

    Buon appetito!

    A cura di Laura Faggian


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