65 ANNI DALLA MORTE DEL GENIO ALBERT EINSTEIN

    65 ANNI DALLA MORTE DEL GENIO ALBERT EINSTEIN

    Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi.”

    Iniziamo così  questo articolo per ricordare la  vita di Albert Einstein e i suoi principali insegnamenti a 65 anni dalla sua morte, avvenuta il 18 Aprile 1955 a Princeton (Stati Uniti). Quanto scritto riassume la sua genialità nell’ambito degli studi scientifici e la sua ideologia contro la malvagità umana, sintetizzando i 76 anni della sua vita trascorsi tra scuola, innovazioni, riconoscimenti e lotta per la pace.

    Ma andiamo con ordine…

    Albert Einstein nacque a Ulma (in Germania) il 14 marzo 1879 da una famiglia benestante ebraica. Si narra che l’esperienza rivelatrice della sua vita fu quando, all’età di 5 anni, il padre Herman gli mostrò una bussola e il piccolo Einstein rimase affascinato da come un ago si spostasse nel “vuoto” per indicare sempre il nord.

    Alle elementari era il primo della classe, dimostrando grandi abilità nelle materie scientifiche, ma quando iniziò a frequentare il Ginnasio all’età di 10 anni, iniziò a riferire insofferenza per l’ambiente scolastico troppo rigido.

    A causa di problemi economici, tra cui il fallimento dell’attività del padre, la famiglia fu costretta a trasferirsi a Monaco di Baviera, a  Pavia e poi a Berna in Svizzera, dove Albert rimase per proseguire gli studi. Purtroppo fallì quando tentò per la prima volta nel 1895 l’esame di ingresso al Politecnico di Zurigo, in quanto insufficiente nelle materie letterarie e privo di diploma superiore. Tuttavia il direttore del Politecnico rimase impressionato della sue capacità nelle materie scientifiche e gli consigliò di terminare gli studi superiori per ritentare il test d’ingresso l’anno successivo. E così fece, con successo.

    Proprio durante gli studi universitari Einstein conobbe Mileva Marić, di cui si innamorò.

    Conclusi gli studi nel 1900, il fisico ottenne un diploma da insegnante, professione alla quale si dedicherà per tutta la vita.

    E' l'arte suprema dell'insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.

    Negli anni successivi Albert si dovette dedicare molto alla sua vita privata: nel 1902 ebbe una figlia illegittima con Mileva, che tuttavia morì poco dopo di scarlattina. A seguito di questo evento tragico Albert e Mileva si sposarono (nel 1903) e costruirono la loro famiglia dando alla luce i figli Hans Albert (nato nel 1904) ed Eduard (nel 1910).

    Il 1905 è considerato l’anno mirabilis dello scienziato, in quanto in sette mesi pubblicò ben sei lavori. Primo fra tutti l’articolo che gli varrà il Premio Nobel per la Fisica nel 1921: in questo lavoro spiegava l’effetto fotoelettrico, ovvero l’effetto secondo il quale una superficie colpita da fotoni con la giusta lunghezza d’onda può produrre elettroni. Questa scoperta mise le basi per lo sviluppo della meccanica quantistica. In aggiunta ad altre opere, sempre nel 1905 Einstein scrisse la propria tesi di dottorato, espose la teoria della Relatività Ristretta (che successivamente revisionò lui stesso) e, a tal proposito, descrisse la famosa E = mc2, formula che associa l’energia alla velocità e alla luce.

    Nel 1908 Einstein iniziò ad insegnare a Berna, poi si trasferì a Praga nel 1911, dove successivamente verrà nominato direttore dell’Istituto di Fisica dell’Università di Berlino.

    In questi anni anche la sua vita privata subisce dei cambiamenti: divorzia dalla moglie e sposa in seconde nozze la cugina Elsa Löwenthal, con la quale passerà il resto della sua vita.

    Dopo 10 anni dalla prima teorizzazione nel 1915 Einstein si guadagnò un posto tra i padri della Fisica con la sua Teoria della Relatività Generale, dove descriveva le proprietà dello spaziotempo (come dimensione unica e non separata) includendo un nuovo concetto: la gravità.

    Già durante la prima Guerra Mondiale il pensiero antisemita in Germania inizio’ ad aggravarsi ma fortunatamente Einstein si trova negli Stati Uniti, impegnato come insegnante all’Università di Princeton quando Hitler sale al potere. Non tornerà più in patria a causa della Legge della restaurazione del Servizio Civile in Germania, che obbligava a licenziare gli insegnanti ebrei, e per le stragi che colpirono la sua famiglia, in parte uccisa dalle SS.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale, insieme ad altri fisici, Einstein scrisse una lettera al presidente americano Roosevelt, nella quale denunciava la possibilità che i tedeschi ricorressero alle armi atomiche. Il fisico pur sostenendo gli alleati, criticherà fermamente l’uso delle armi nucleari. Disprezzava così profondamente la violenza che, anche dopo la fine del conflitto mondiale, continuerà ad impegnarsi attivamente contro la guerra e le persecuzioni naziste.

    “L'uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi.”

    Il 18 aprile 1955 Einstein morì all’ospedale di Princeton a seguito della rottura di un aneurisma dell’aorta addominale. Come da volontà espressa verbalmente dal fisico, il suo corpo venne cremato, ma il cervello venne estratto e conservato dal patologo Thomas Stoltz Harvey che successivamente lo sezionò in 240 parti consegnate ad altrettanti ricercatori.

    Questa è, in sintesi, la vita di un genio universalmente riconosciuto: Albert Einstein. Tuttavia molte curiosità sono state diffuse riguardoalla vita e alle abitudini di queste personaggio storico, prima fra tutte la sua presunta dislessia. Ebbene sì, alcuni biografi hanno riportato che Einstein fosse abilissimo in matematica, ma avesse difficoltà di memoria verbale e commettesse molti errori ortografici; sembra inoltre che non abbia mai imparato le tabelline! Un’altra curiosità è che non indossasse mai i calzini, perchè li riteneva inutili. Inoltre gli venne offerta la carica di Presidente dello Stato di Israele, ma lui declinò. Ultima curiosità: la madre di Einstein era una violinista ed insegnò al figlio a suonare, ma lui non sembrava amare molto la musica.

    A cura di Roberta Zonta


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