OCCHIO ALL’OCCHIO!

    OCCHIO ALL’OCCHIO!

    La vista, o meglio la percezione, è un sistema sensoriale complesso che permette la raccolta e l’elaborazione delle informazioni nell’ambiente in cui viviamo. Pensate che quasi la metà delle informazioni che i 5 sensi raccolgono e trasmettono al cervello arriva proprio dagli occhi, organo di senso della percezione.

    Innanzitutto, vi sarete sicuramente chiesti perché l’essere umano sia dotato di due occhi: il campo visivo risulta essere più ampio e ogni occhio vede lo stesso oggetto da una posizione leggermente diversa rispetto all’altro. In tal modo, al cervello arrivano due immagini differenti che si sovrappongono, dandone una sola, a 3 dimensioni. Da questo vantaggio è quindi possibile capire la posizione degli oggetti nello spazio (in quale direzione e a quale distanza si trovano) al fine di attivare, per esempio, i giusti movimenti per effettuare l’azione desiderata.

    Gli occhi sembrerebbero, pertanto, un perfetto strumento di analisi del mondo, ma tuttavia non sempre vediamo esattamente ciò che è presente nella realtà. Questa incongruenza tra realtà fisica e quello che il nostro sistema visivo percepisce è evidente quando osserviamo delle illusioni ottiche o percettive, poiché ci dimostrano che non percepiamo la copia esatta della realtà, bensì qualcosa che sembra corrispondere ad essa.

    Per questo motivo, per esempio, le linee diagonali possono dar vita ad una prospettiva tridimensionale che non esiste: il cervello infatti considera le figure piccole più lontane di quelle grandi, e viceversa. E’ il segreto di molti pittori, che in una superficie piana rappresentano ambienti ed oggetti che sembrano avere una prospettiva di profondità. Si tratta dunque di illusioni bidimensionali, nelle quali il cervello vede tre dimensioni in disegni che ne possiedono due: il caso più enigmatico è il cubo di Necker che genera contraddizioni e stupore in quanto non ci è chiaro quale sia la faccia frontale del cubo.

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    Un processo simile avviene per i colori. Vedere a colori significa tradurre lunghezze d’onda diverse in risposte neurali diverse. Vediamo a colori perché in un mondo colorato è più facile trovare da mangiare che in mondo in bianco e nero! Tuttavia il colore è un’esperienza puramente soggettiva che dipende dalla luce che gli oggetti riflettono e dalle proprietà visive dell’apparato di chi guarda, perciò essa non è esime da inganni. Ne è una prova la cosiddetta “assimilazione di colore” in cui colori diversi messi vicini vengono percepiti come un'unica tonalità.

     

    Vi è poi il caso delle figure ambigue, ovvero immagini che il nostro sistema visivo elabora ma non riesce a decidere quale soluzione accettare in modo definitivo. In questa immagine, per esempio, cosa vedete?

      

    Di primo acchito alcuni risponderanno una donna giovane, altri un’anziana signora. Riuscite a concentrarvi e a vederle entrambe?

     Si aggiungono infine le cosiddette figure impossibili, ovvero quelle immagini per le quali viene trovata una soluzione percettiva, ma non logica. Guardate l’immagine qui sotto: quanti pioli ci sono?

    Tutti questi fenomeni ottici avvengono perché l’informazione visiva “catturata” dagli occhi “viaggia” lungo i nervi visivi fino a raggiungere i centri di elaborazione centrale nelle cortecce cerebrali e, lungo questo percorso, gli stimoli “in ingresso” subiscono numerose elaborazioni ed interpretazioni in modo da ricostruire la realtà in modo a noi funzionale. Illusioni ottiche, figure ambigue e impossibili sono esempi di come il nostro sistema visivo possa essere ingannato da ciò che vediamo, sebbene – fortunatamente – in natura non sia così frequente incontrare immagini simili a quelle mostrate nell’articolo.

    E’ quindi possibile affermare che il nostro sistema visivo sia fonte di meraviglie che non smettono mai di stupirci, a partire proprio dal fatto che la vista sia il risultato di elaborazioni rapidissime e inconsapevoli. In generale, il sistema nervoso umano è una “macchina” eccezionale, ricca di segreti e capacità di cui il sistema visivo rappresenta una delle aree di studio più affascinanti e ancora in parte nascosta, da scoprire.

    A cura di Claudia Bernardi e Roberta Zonta


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