LETTERA DA UN DONATORE

    LETTERA DA UN DONATORE

    In questi giorni mi è stato chiesto che cosa significhi per me donare.

    Sicuramente il dono richiede capacità e impegno di voler dare un qualcosa di se stessi ad un'altra persona in pericolo di vita senza chiedere nulla in cambio, senza pretendere nulla.

    Significa anche avere la possibilità di offrire tanta gioia e serenità; sentirsi appagati e non sapere come descrivere l'immensa sensazione di pace che si avverte dentro se stessi.

    Quando incontri un donatore di sangue guardalo dritto negli occhi se ti parlerà del dono, il suo sguardo infatti si illumina e trasmette cosa sia la gioia del donare più di qualsiasi discorso, non che la parola non abbia il suo grandissimo valore, ma il sole immaginario che riscalda il nostro animo più profondo è acceso dal senso di appagamento nell'aver dato un po' di noi stessi fisicamente e gratuitamente ad un fratello di vita, ad un amico, un figlio, un genitore, un amante.

    Come sensibilizzare ed indirizzare i nostri giovani, i figli, ad iniziare a donare senza timore di mostrare la giusta immagine della bontà umana? Quali chiavi potrebbero aprire la porta del loro animo, accendere la consapevolezza di voler donare le loro preziosissime gocce di sangue?

    Credo che la risposta a queste domande sia da ricercare nella società la quale ha questa responsabilità. Per società intendo la famiglia in primis, la scuola soprattutto, le grandi autostrade della comunicazione che catturano e imbrigliano molte volte nel caos indistinto il pensiero di tanti giovanissimi, affascinati dall'apparenza e della mancanza, ahimè, in alcuni casi di un giudizio critico od approfondito.

    Se si considera il periodo del Covid-19 in cui all’isolamento fisico collettivo si accompagnavano immagini e notizie drammatiche, possiamo notare come esso abbia dimostrato che l'animo della maggioranza delle persone e' sinceramente suscettibile alla sopravvivenza della vita.

    Abbiamo ammirato, nella tristezza e drammaticità dei giorni trascorsi, il sacrificio di tutti: in campo assistenziale, nel quale gli operatori hanno messo a rischio la propria vita ed esposto al pericolo di contagio i propri amati familiari conviventi, nel campo del volontariato con l'accudimento della popolazione più debole, ma anche nell'immediata disponibilità del popolo dei donatori chiamati a donare sangue appena dopo l’appello nazionale di ricerca del plasma.

    La giornata mondiale del donatore di sangue vuol suonare come una campanella di richiamo affinché tutti si risveglino, abbandonino egoismi, passività', spossatezza e si ricordino che la vita di una persona dipende molto dall'altro in una eterna simbiosi di aiuto reciproco per condurre il timone della vita su questa nostra madre terra.

    Educhiamoci a donare il sangue, senza pretesa alcuna, con forza, soddisfazione ed entusiasmo, nella speranza, o meglio nella certezza di aver salvato la vita di chi combatte il dolore, di chi potrà ritornare anche grazie alla nostra piccola azione ad abbracciare i suoi cari e a respirare una nuova primavera.

    Dedichiamoci infine gli uni agli altri, leggendo con sentimento profondo, la preghiera del donatore offertaci da Papa Giovanni XXIII.

     Un Donatore di sangue

     

     

    PREGHIERA DEL DONATORE

     O Gesù Salvatore, che hai detto:

    ”Tutto ciò che avete fatto a uno dei

    più piccoli tra i miei fratelli,

    l’avrete fatto a me” (Matt. 25,40),

    guarda propizio all’offerta che Ti facciamo.

    Le angosce dei sofferenti, tuoi fratelli e nostri,

    ci spingono a dare un po’del nostro sangue,

    perché ad essi ritorni il vigore della vita;

    ma vogliamo che tale dono sia diretto a Te,

    che hai sparso il Tuo sangue prezioso per noi.

    Rendi, o Signore, la nostra vita feconda di

    bene per noi, per i nostri cari, per gli ammalati:

    sostienici nel sacrificio, perché sia sempre

    generoso, umile e silenzioso.

    Fa che con fede sappiamo scoprire

    il Tuo volto nei miseri per prontamente

    soccorrerli; ispira e guida le nostre azioni con

    la pura fiamma della carità, affinché

    esse, compiute in unione con Te, raggiungano

    la perfezione, e siano sempre gradite al Padre celeste.

    Così sia.

    Ioannes P.P. XXIII


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